Quando consultare la logopedista?Campanelli d’allarme e falsi miti

Sentirsi dire “Aspetta, vedrai che poi sblocca da solo” è un’esperienza comune a tanti genitori. Sebbene ogni bambino abbia i propri tempi di crescita e di sviluppo, la prevenzione e l’ascolto dei giusti segnali permettono di intervenire per tempo, rendendo qualsiasi percorso molto più rapido ed efficace.

Falsi Miti da Sfatare

“È solo pigro, parla quando ne ha voglia.”

Nessun bambino è “pigro” nel comunicare. Il linguaggio è il canale naturale con cui esprime desideri, emozioni e bisogni. Se un bambino non parla o fa molta fatica a farsi capire, non si tratta di pigrizia, ma spesso di un’immaturità nelle competenze linguistico-motorie o percettive che va semplicemente sostenuta.

“Aspettiamo i 3 o 4 anni prima di fare qualsiasi cosa.”

L’attesa non è sempre la scelta migliore. Esistono tappe di sviluppo ben precise che ci permettono di osservare la comunicazione fin dai primissimi mesi di vita. Intervenire o fare una consulenza preventiva prima dei 3 anni offre strumenti pratici anche ai genitori per stimolare il bambino a casa durante la quotidianità.

Campanelli d’Allarme per Fasce d’Età

Da 0 a 18 Mesi

  • Scarsità di lallazione (i classici suoni come “ba-ba”, “da-da”) entro i 9-10 mesi.
  • Difficoltà o totale assenza di contatto visivo durante il gioco o la conversazione.
  • Mancanza di risposta ai suoni dell’ambiente o al proprio nome.
  • Difficoltà nell’introduzione dei primi cibi solidi o nella masticazione.

Da 18 a 24 Mesi (I “Parlatori Tardivi”)

  • Presenza di meno di 20-50 parole comprese o pronunciate.
  • Assenza o scarso utilizzo dei gesti per comunicare (es. indicare, fare ciao con la mano, mostrare oggetti).
  • Difficoltà nella comprensione di semplici richieste quotidiane (es. “prendi la palla”).

Da 2 a 3 Anni

  • Difficoltà a unire due parole per formare piccole frasi (es. “mamma acqua”, “bene palla”).
  • Il linguaggio risulta comprensibile soltanto ai familiari stretti e gli estranei faticano a capire cosa dice.
  • Tendenziale preferenza per la respirazione con la bocca anziché con il naso, o presenza prolungata del ciuccio/dito in bocca.

Da 3 a 5 Anni (Scola dell’Infanzia)

  • Persistenza di omissioni o sostituzioni di suoni (es. “pato” anziché “prato”).
  • Difficoltà nella strutturazione della frase o nella memoria dei nomi delle cose.
  • Presenza di inceppamenti, prolungamenti o blocchi durante il discorso.
  • Lingua che spinge contro o in mezzo ai denti durante la deglutizione o a riposo.

Cosa Fare se Riconosci uno di Questi Segnali?

Notare uno o più di questi aspetti non significa necessariamente che ci sia un disturbo, ma indica che è il momento giusto per un confronto professionale. Una prima valutazione non è mai invasiva: attraverso il gioco e l’osservazione, possiamo capire insieme come sostenere al meglio lo sviluppo del tuo bambino.

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