Respirazione orale

Respirazione orale nei bambini: cause, conseguenze e ruolo della logopedia

Tuo figlio respira spesso con la bocca? La respirazione orale non dovrebbe essere considerata semplicemente una “cattiva abitudine”. Può essere il segnale di una difficoltà a respirare adeguatamente attraverso il naso oppure associarsi ad alterazioni delle funzioni orofacciali.

Respirazione, postura della lingua, deglutizione, masticazione, sviluppo cranio-facciale e sonno sono aspetti correlati, ma la loro relazione è complessa e multifattoriale. Per questo è importante capire perché il bambino respira con la bocca prima di stabilire se sia necessario un intervento.

Respirazione orale: quando è un problema?

In condizioni fisiologiche, durante il riposo, la respirazione avviene prevalentemente attraverso il naso. Le cavità nasali contribuiscono a filtrare, riscaldare e umidificare l’aria inspirata.

Respirare attraverso la bocca occasionalmente, ad esempio durante un raffreddore, non significa necessariamente che ci sia un problema.

È invece opportuno approfondire quando il bambino respira frequentemente con la bocca anche da sveglio e a riposo, oppure dorme abitualmente con la bocca aperta, russa o presenta una respirazione rumorosa durante il sonno.

Quali sono le cause della respirazione orale?

La respirazione orale può essere associata a diverse condizioni che rendono più difficoltosa la respirazione nasale, tra cui:

  • ipertrofia delle adenoidi e/o delle tonsille;
  • rinite allergica o altre condizioni infiammatorie nasali;
  • congestione nasale persistente;
  • alterazioni anatomiche del naso e delle vie aeree superiori;
  • altre condizioni che ostacolano il normale passaggio dell’aria attraverso il naso.

Per questo motivo, prima di parlare di “abitudine”, è importante capire se esista una causa respiratoria che debba essere valutata dal pediatra e, quando indicato, dall’otorinolaringoiatra.

Respirazione orale e sviluppo cranio-facciale

La respirazione orale prolungata è stata associata, negli studi scientifici, ad alcune caratteristiche dello sviluppo cranio-facciale e dento-alveolare.

Sono state osservate, con maggiore frequenza, caratteristiche come:

  • arcate superiori più strette;
  • maggiore profondità del palato in alcune regioni;
  • alcune alterazioni dei rapporti tra le arcate dentarie;
  • maggiore frequenza di alcune malocclusioni, tra cui il morso crociato posteriore.

Le revisioni sistematiche più recenti confermano alcune di queste associazioni, ma la certezza complessiva delle evidenze è ancora limitata. Non è quindi corretto affermare che la respirazione orale sia, da sola, la causa di queste modificazioni.

Lo sviluppo cranio-facciale è infatti influenzato da numerosi fattori, tra cui caratteristiche genetiche e scheletriche, crescita, respirazione, funzioni muscolari e condizioni delle vie aeree.

Respirazione orale e funzioni orofacciali

Nei bambini che respirano abitualmente con la bocca possono essere osservate modificazioni della postura delle labbra e della lingua, tra cui una posizione linguale più bassa.

Respirazione, postura linguale, deglutizione e masticazione sono funzioni strettamente correlate. In alcuni bambini possono quindi essere presenti contemporaneamente una respirazione orale e alterazioni delle funzioni orofacciali.

Questo non significa che una funzione sia necessariamente la causa dell’altra: è necessaria una valutazione individuale.

Anche eventuali difficoltà articolatorie devono essere valutate specificamente e non attribuite automaticamente alla respirazione orale.

Respirazione orale e sonno

La respirazione orale può essere osservata nei bambini con disturbi respiratori del sonno.

È quindi importante prestare attenzione soprattutto quando si associa a:

  • russamento abituale;
  • sonno rumoroso;
  • difficoltà respiratoria durante il sonno;
  • pause respiratorie osservate dai genitori;
  • sonno particolarmente agitato o frammentato.

Questi segnali non permettono da soli di formulare una diagnosi, ma meritano di essere riferiti al pediatra e, quando indicato, approfonditi con una valutazione otorinolaringoiatrica o specialistica del sonno.

Qual è il ruolo del logopedista?

La gestione della respirazione orale nel bambino è multidisciplinare.

Quando è presente una possibile difficoltà respiratoria o un’ostruzione nasale, è importante innanzitutto individuarne la causa. Possono essere coinvolti pediatra, otorinolaringoiatra, allergologo e odontoiatra/ortodontista, in base alle necessità del bambino.

Il logopedista specializzato nelle funzioni orofacciali può valutare il funzionamento complessivo del distretto oro-facciale.

La valutazione può comprendere:

  • modalità respiratoria;
  • postura delle labbra e della lingua;
  • deglutizione;
  • masticazione;
  • articolazione dei suoni;
  • coordinazione e integrazione delle diverse funzioni orali.

Come può intervenire la logopedia?

Il trattamento non consiste semplicemente nel “far chiudere la bocca” al bambino.

Quando eventuali cause mediche o ostruttive sono state affrontate e le condizioni respiratorie lo consentono, il trattamento logopedico può essere finalizzato a favorire un migliore equilibrio delle funzioni orofacciali.

In base alle caratteristiche del bambino, il percorso può comprendere attività sulla postura delle labbra e della lingua, sulla coordinazione e sul controllo delle strutture orofacciali e, quando necessario, sulla deglutizione e sulla masticazione.

L’obiettivo è favorire un funzionamento più adeguato e stabile delle funzioni orofacciali nella quotidianità.

Le evidenze sull’efficacia della terapia miofunzionale in età pediatrica sono ancora eterogenee: per questo il trattamento deve essere individualizzato e inserito, quando necessario, all’interno di un percorso multidisciplinare.

Quando chiedere una valutazione?

È opportuno parlarne con il pediatra e valutare un approfondimento se il bambino:

  • mantiene spesso la bocca aperta a riposo;
  • respira frequentemente attraverso la bocca durante il giorno;
  • dorme con la bocca aperta;
  • russa abitualmente;
  • presenta un sonno rumoroso o agitato;
  • sembra avere difficoltà a respirare dal naso;
  • presenta difficoltà nella masticazione o nella deglutizione;
  • presenta difficoltà articolatorie;
  • ha ricevuto dal dentista o dall’ortodontista indicazioni relative a possibili alterazioni dell’occlusione o dello sviluppo delle arcate.

La presenza di questi segnali non significa automaticamente che il bambino necessiti di logopedia. Significa che può essere utile comprendere meglio la situazione e individuare il professionista più indicato.

Tuo figlio respira spesso con la bocca?

Se hai notato che mantiene frequentemente la bocca aperta, dorme con la bocca aperta, russa o presenta difficoltà legate alla deglutizione, alla masticazione o alla postura della lingua, può essere utile approfondire il quadro.

La valutazione logopedica delle funzioni orofacciali permette di osservare respirazione, postura, deglutizione, masticazione e articolazione, individuando eventuali alterazioni e, quando necessario, orientando la famiglia verso il professionista più indicato.

Non sempre respirare con la bocca significa aver bisogno di logopedia: il primo passo è capire perché accade.

[Scopri come si svolge la valutazione logopedica]

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